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[Thread Ufficiale] Parlamento italiano - XVII legislatura [NeXT: Crisi di Governo Incoming?]


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29156 risposte a questa discussione

#28321 dreadknight

dreadknight

    Schiavo

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Inviato 11 gennaio 2017 - 09:44

renzi gliela sta tirando



#28322 scalor

scalor

    Schiavo

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Inviato 11 gennaio 2017 - 09:58

è ancora vivo ?


L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28323 yorkeiser

yorkeiser

    Schiavo

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Inviato 11 gennaio 2017 - 09:59

Ti accorgeresti della differenza?


Il sole è giallo

Brava Giovanna, brava


#28324 Killer application

Killer application

    Schiavo

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Inviato 11 gennaio 2017 - 11:02

Probabile che hanno finito di installare i fili che aveva chiesto Renzi per avere un controllo migliore.
Immagine inserita

#28325 scalor

scalor

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 13:56

 

Riapre centrale a carbone a Genova, per colpa del nucleare mangialumache

Il fermo per controlli di un terzo degli impianti deciso dalle autorità di Parigi, sta provocando il rialzo delle bollette in Italia e porterà alla riapertura straordinaria di alcuni impianti in Italia, a cominciare da quello del capoluogo ligure, già avviato alla riconvesrione. Forse, in un museo...http://www.repubblic...rali-155852340/

 

MILANO - In Francia si fermano le centrali nucleari, in Italia si riaprono quelle a carbone. Conseguenze di un mercato dell'energia che sta diventando sempre più "europeo" e sempre più interconnesso. E dove un inconveniente avvenuto sulle coste della Normandia, può riportare al lavoro almeno 200 persone al porto di Genova.

Accade in questi giorni, anche se non durerà più di qualche mese. Tutta colpa di quanto sta accadendo ai cugini transalpini. A Parigi, le autorità di controllo hanno deciso il fermo straordinario di un terzo degli impianti nucleari (21 su 58), dopo la scoperta di una anomalia nel "cappotto" di cemento che protegge il reattore nella centrale in costruzione a Flamanville, in Normandia; ultimo di una serie di problemi che ha già fatto rinviare di cinque anni l'inaugurazione del nuovo impianto. I tecnici hanno scoperto un eccesso di carbonio nel "guscio" protettivo, anomalia che potrebbe essersi verificata anche in altre centrali e hanno disposto immediati controlli.

Con meno energia a disposizione, la Francia dalla fine dell'ottobre scorso ha cominciato a importare energia dai paesi confinanti, fatto eccezionale visto che di solito sono i mangialumache a vendere elettricità a mezza Europa: quella prodotta dalle centrali nucleari ha - durante la giornata - mediamente prezzi più bassi. L'aumento della domanda ha fatto salire i prezzi nelle Borse elettriche dei vari paesi, ad accezione della Germania che ha una produzione di rinnovabili più ricca di qualla italiana, che viaggia per lo più con le centrali a gas.

Per il nostro paese, questo ha due conseguenze. La prima economica: la nostra bolletta elettrica nazionale costerà di più. Sono già salite dal primo di gennaio (+0,9%) e potrebbero salire ancora se la situazione in Francia non tornerà a normalità. La seconda di carattere industriale: il ministero dello Sviluppo economico ha chiesto a Enel di rinviare la chiusura di alcune centrali nell'area del nord-ovest già destinate alla riconversione, a cominciare dallo storico impianto a carbone di Genova Sampierdarena. Una misura precauzionale, sollecitata dal Terna, la società che gestisce la rete ad alta tensione in tutta Italia e che deve garantire che il sistema sia in equilibrio (in pratica, che non ci siano black out).

Così, per colpa della Francia, verrà riattivata (anche) la centrale a carbone di Genova, chiusa ufficialmente in estate, ma pronta a “riaccendersi” per l’occasione. Sarà un fuoco temporaneo quello che alimenterà la bellissima struttura affacciata sul porto, il cui primo manufatto non a caso è stato vincolato dalla Soprintendenza come edificio storico e su cui già si favoleggia per un futuro da museo, una sorta di “Tate Modern” londinese da dedicare all’arte contemporanea.

Sarà, come si diceva, un intervento a termine, giusto il tempo necessario per far ripartire le centrali mangialumache. Ma Genova tornerà a funzionare come in passato, ovviamente anche con l’arrivo di navi cariche di carbone sulle banchine del porto. Torneranno al lavoro i soci della compagnia “Pietro Chiesa”, gloriosi “carbuné”. E sempre qui si svilupperà di nuovo - anche se per poco - quel ciclo di lavoro indotto che fino alla chiusura della centrale, con una serie di servizi, garantiva comunque occupazione a questa fetta di porto a oltre duecento persone.

 

:o


L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28326 yorkeiser

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Inviato 12 gennaio 2017 - 13:59

Eh ma il nucleare è sicuro, avremmo energia a basso costo, noi le cose le facciamo meglio popopopooo, rinnovabili caccapupù, la biowashball e i scii chimici


Il sole è giallo

Brava Giovanna, brava


#28327 scalor

scalor

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 14:07

 fermano il traffico per le pmXX nell'aria  e riavviano una centrale a carbone !  coerenza  !   :lol:


L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28328 Berling

Berling

    IL NANO DI POMIGLIANO

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:05

Il gran consiglio del ds è per sua natura dominato dalle lobby del carbone

La figa non si shara cit.

Se per giocare devi essere trollato alzati e ragequitta



h6ezriqol8.gif4e14f-gif-tits-thimblerig-199831.gif


#28329 scalor

scalor

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:06

manifesti-Fedeli-1-768x576.jpg

 

coerenza !  :asd: 


L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28330 Berling

Berling

    IL NANO DI POMIGLIANO

  • GRULLINO
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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:11

È Piero Angela che fa divulgazione scientifica da una vita e non é laureato? Svegliaaaaa
  • Duboi ha dato un bacino sulla fronte

La figa non si shara cit.

Se per giocare devi essere trollato alzati e ragequitta



h6ezriqol8.gif4e14f-gif-tits-thimblerig-199831.gif


#28331 Duboi

Duboi

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:19

E l'On. Bernini con la laurea, ma che crede a scie kimike, ufi, chip sottokute etc?



#28332 yorkeiser

yorkeiser

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:20

chip sottocute >>> chips handon, deal with it


Il sole è giallo

Brava Giovanna, brava


#28333 scalor

scalor

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:26

È Piero Angela che fa divulgazione scientifica da una vita e non é laureato? Svegliaaaaa

 

:chan:  ma  che c'entra ?

 

fa divultazione scientifica, è un giornalista , mica andava in giro a dire che era laureato, anzi adesso può farlo visto che gli hanno dato la laurea honoris causa.  :o


L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28334 Futura12

Futura12

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:48

Il buon Piero non si tocca.


Intel Core i7 2600k @4.5Ghz 1.24v cooled by Mugen II - AsRock Z68 Ex3 Gen3 - 16Gb Corsair L.P White  -Amd Radeon 6950 2Gb@1536SP -EnermaxPro82+ 525w & CM690- 4Tb Storage with 150Gb Raid0 & ForceGT 120Gb - Asus VE276Q 27''


#28335 Futura12

Futura12

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Inviato 12 gennaio 2017 - 15:49

:chan:  ma  che c'entra ?

 

fa divultazione scientifica, è un giornalista , mica andava in giro a dire che era laureato, anzi adesso può farlo visto che gli hanno dato la laurea honoris causa.  :o

 

Veramente ne ha 8 :asd:


Intel Core i7 2600k @4.5Ghz 1.24v cooled by Mugen II - AsRock Z68 Ex3 Gen3 - 16Gb Corsair L.P White  -Amd Radeon 6950 2Gb@1536SP -EnermaxPro82+ 525w & CM690- 4Tb Storage with 150Gb Raid0 & ForceGT 120Gb - Asus VE276Q 27''


#28336 Sider2

Sider2

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Inviato 12 gennaio 2017 - 16:28

Basta far parte del GCdDS per averne 12



#28337 Sider2

Sider2

    Schiavo

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Inviato 12 gennaio 2017 - 16:29

Cmq di carbone ne abbiamo tanto non vedo perché non usarlo.



#28338 yorkeiser

yorkeiser

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Inviato 12 gennaio 2017 - 16:29

Fake. Per entrare nel GCDS rinunci a tutti i titoli di studio che hai preso dopo la licenza media, rileggiti il p.regolamento


  • Sider2 e harbinger hanno dato un bacino sulla fronte

Il sole è giallo

Brava Giovanna, brava


#28339 scalor

scalor

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Inviato 16 gennaio 2017 - 07:45

Stavolta non si torna indietro: Veneto e Lombardia sono pronti a proclamare i due referendum consultivi (e senza quorum) sull’autonomia regionale. È questione di qualche settimana. Luca Zaia, governatore del Veneto, l’aveva già anticipato nella conferenza stampa di fine anno: «Dal momento in cui proclameremo ufficialmente il referendum, i veneti dovranno pronunciarsi entro 60 giorni su un modello di autonomia come quello altoatesino».

Tradotto, per chi non fosse esperto di autonomie regionali e provinciali, significa che il 90% delle tasse saranno trattenute sul territorio. Un impatto per nulla marginale sui conti pubblici del Paese, se si calcola che Veneto e Lombardia cedono ogni anno allo Stato un residuo fiscale - cioè la differenza di entrate e spese - di oltre 70 miliardi. Per la precisione 53,9 miliardi la Lombardia e 18,2 il Veneto. Soldi che in caso di vittoria dei sì potrebbero rimanere sui territori. Tutto dipenderà dalla trattativa che a quel punto si intavolerà tra il governo e le due Regioni. Altro discorso è valutare le conseguenze di una sottrazione di risorse così imponente sui conti dello Stato (tutte le Regioni meridionali hanno un residuo fiscale negativo).

Zaia non ha dubbi sulla vittoria dei sì. «Però è fondamentale che gli elettori si esprimano attraverso il voto, qualunque esso sia. Auspico file chilometriche ai seggi. Dev’essere un plebiscito con un’altissima percentuale di votanti, solo così faremo capire a Roma il nostro reale sentimento autonomista».

Già si ipotizzano i giorni papabili per il D-day, qualcuno mormora domenica 9 aprile. Bobo Maroni e Luca Zaia hanno messo in moto le rispettive diplomazie per concordare la data. Dice Stefano Bruno Galli, docente di Dottrine politiche alla Statale e capogruppo della lista Maroni in consiglio regionale: «Dobbiamo solo decidere quando inviare la comunicazione al ministro degli Interni e al prefetto di Milano. Lo statuto lombardo su questo tema ha regole diverse da quello veneto. Per quanto ci riguarda, abbiamo già accantonato in bilancio la somma necessaria».

Dal via libera della Consulta ai due referendum proposti dalla Cgil, potrebbe scaturire un abbinamento che consentirebbe a Lombardia e Veneto di risparmiare una cifra oscillante tra i 14 e i 20 milioni, tanto è il costo stimato di una consultazione su scala regionale. Il governatore del Veneto è aperto a tutte le soluzioni: «Sono d’accordissimo a un eventuale election day. Ma Roma sappia che andremo comunque per la nostra strada».

Quello di Zaia è un riferimento neppure tanto implicito al tira e molla dell’anno passato, quando Veneto e Lombardia cercarono inutilmente di abbinare i referendum sullo statuto speciale prima alla consultazione sulle trivelle, poi alle amministrative di giugno e, infine, alla chiamata alle urne per la riforma costituzionale del 4 dicembre. In tutti i casi il governo oppose un no secco. La pratica referendum è stata solo rinviata di un anno. Il comitato strategico di costituzionalisti ed esperti di Scienza delle finanze insediata dal governatore del Veneto (Luca Antonini, Mario Bertolissi e Carlo Buratti), tutti ordinari all’università di Padova, è d’accordo su un punto: «Per la prima volta nella storia repubblicana milioni di cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla loro autonomia». E non sono pochi coloro che conferiscono al referendum una sorta di “valore fondativo”, una cesura tra la situazione ex ante e quella che si costituirà a urne capovolte.

Il governatore del Veneto insiste su una metafora: «Sarà come accendere la luce nella notte della Repubblica». Una luce che illuminerà, nel caso in cui il processo fosse coronato dal successo, solo due Regioni su 15 a statuto ordinario, l’equivalente di un quarto della popolazione italiana.

Forse ha ragione Massimo Cacciari quando insiste sull’urgenza di una riforma sistemica dello Stato in senso federalista, magari sul modello tedesco: il tema dei temi rimosso da quasi tutto l’arco costituzionale della prima e della seconda Repubblica.

http://mobile.ilsole...YC&refresh_ce=1

L'ignorante sa molto. L'intelligente sa poco. Il saggio non sa niente. L'imbecille sa sempre tutto.

                                                                                                                                     


#28340 entanglement

entanglement

    Schiavo

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Inviato 16 gennaio 2017 - 08:13

Stavolta non si torna indietro: Veneto e Lombardia sono pronti a proclamare i due referendum consultivi (e senza quorum) sull’autonomia regionale. È questione di qualche settimana. Luca Zaia, governatore del Veneto, l’aveva già anticipato nella conferenza stampa di fine anno: «Dal momento in cui proclameremo ufficialmente il referendum, i veneti dovranno pronunciarsi entro 60 giorni su un modello di autonomia come quello altoatesino».

Tradotto, per chi non fosse esperto di autonomie regionali e provinciali, significa che il 90% delle tasse saranno trattenute sul territorio. Un impatto per nulla marginale sui conti pubblici del Paese, se si calcola che Veneto e Lombardia cedono ogni anno allo Stato un residuo fiscale - cioè la differenza di entrate e spese - di oltre 70 miliardi. Per la precisione 53,9 miliardi la Lombardia e 18,2 il Veneto. Soldi che in caso di vittoria dei sì potrebbero rimanere sui territori. Tutto dipenderà dalla trattativa che a quel punto si intavolerà tra il governo e le due Regioni. Altro discorso è valutare le conseguenze di una sottrazione di risorse così imponente sui conti dello Stato (tutte le Regioni meridionali hanno un residuo fiscale negativo).

Zaia non ha dubbi sulla vittoria dei sì. «Però è fondamentale che gli elettori si esprimano attraverso il voto, qualunque esso sia. Auspico file chilometriche ai seggi. Dev’essere un plebiscito con un’altissima percentuale di votanti, solo così faremo capire a Roma il nostro reale sentimento autonomista».

Già si ipotizzano i giorni papabili per il D-day, qualcuno mormora domenica 9 aprile. Bobo Maroni e Luca Zaia hanno messo in moto le rispettive diplomazie per concordare la data. Dice Stefano Bruno Galli, docente di Dottrine politiche alla Statale e capogruppo della lista Maroni in consiglio regionale: «Dobbiamo solo decidere quando inviare la comunicazione al ministro degli Interni e al prefetto di Milano. Lo statuto lombardo su questo tema ha regole diverse da quello veneto. Per quanto ci riguarda, abbiamo già accantonato in bilancio la somma necessaria».

Dal via libera della Consulta ai due referendum proposti dalla Cgil, potrebbe scaturire un abbinamento che consentirebbe a Lombardia e Veneto di risparmiare una cifra oscillante tra i 14 e i 20 milioni, tanto è il costo stimato di una consultazione su scala regionale. Il governatore del Veneto è aperto a tutte le soluzioni: «Sono d’accordissimo a un eventuale election day. Ma Roma sappia che andremo comunque per la nostra strada».

Quello di Zaia è un riferimento neppure tanto implicito al tira e molla dell’anno passato, quando Veneto e Lombardia cercarono inutilmente di abbinare i referendum sullo statuto speciale prima alla consultazione sulle trivelle, poi alle amministrative di giugno e, infine, alla chiamata alle urne per la riforma costituzionale del 4 dicembre. In tutti i casi il governo oppose un no secco. La pratica referendum è stata solo rinviata di un anno. Il comitato strategico di costituzionalisti ed esperti di Scienza delle finanze insediata dal governatore del Veneto (Luca Antonini, Mario Bertolissi e Carlo Buratti), tutti ordinari all’università di Padova, è d’accordo su un punto: «Per la prima volta nella storia repubblicana milioni di cittadini saranno chiamati a esprimersi sulla loro autonomia». E non sono pochi coloro che conferiscono al referendum una sorta di “valore fondativo”, una cesura tra la situazione ex ante e quella che si costituirà a urne capovolte.

Il governatore del Veneto insiste su una metafora: «Sarà come accendere la luce nella notte della Repubblica». Una luce che illuminerà, nel caso in cui il processo fosse coronato dal successo, solo due Regioni su 15 a statuto ordinario, l’equivalente di un quarto della popolazione italiana.

Forse ha ragione Massimo Cacciari quando insiste sull’urgenza di una riforma sistemica dello Stato in senso federalista, magari sul modello tedesco: il tema dei temi rimosso da quasi tutto l’arco costituzionale della prima e della seconda Repubblica.

http://mobile.ilsole...YC&refresh_ce=1

:megusta:

Venexit :megusta:
Lombardexit :megusta:

Ovviamente vado :sisi:

la figa è una cosa bellissima


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